<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" version="2.0" xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/"><channel><title><![CDATA[Simone Martelli]]></title><description><![CDATA[autobiografia di un artista di merda]]></description><link>https://simonemartelli.ghost.monema.dev/</link><image><url>https://simonemartelli.ghost.monema.dev/favicon.png</url><title>Simone Martelli</title><link>https://simonemartelli.ghost.monema.dev/</link></image><generator>Ghost 5.53</generator><lastBuildDate>Wed, 03 Jun 2026 15:58:26 GMT</lastBuildDate><atom:link href="https://simonemartelli.ghost.monema.dev/rss/" rel="self" type="application/rss+xml"/><ttl>60</ttl><item><title><![CDATA[Summons demon!]]></title><description><![CDATA[<p>Era la sera del 31 ottobre 2021 e in via Calimara era tutto tranquillo.<br>La pizzeria da asporto di Lino era in piena attivit&#xE0;, le persone che facevano le consegne entravano e uscivano con i loro borsoni termici. Le macchine da cucire dei due laboratori dei cinesi che abitavano</p>]]></description><link>https://simonemartelli.ghost.monema.dev/summons-demon/</link><guid isPermaLink="false">65704f79d9570c0001a5e206</guid><category><![CDATA[racconti]]></category><category><![CDATA[halloween]]></category><category><![CDATA[Oriente]]></category><dc:creator><![CDATA[Simone Martelli]]></dc:creator><pubDate>Wed, 03 Nov 2021 16:44:39 GMT</pubDate><media:content url="https://simonemartelli.ghost.monema.dev/content/images/2021/11/Schermata-2021-10-31-alle-19.44.20.png" medium="image"/><content:encoded><![CDATA[<img src="https://simonemartelli.ghost.monema.dev/content/images/2021/11/Schermata-2021-10-31-alle-19.44.20.png" alt="Summons demon!"><p>Era la sera del 31 ottobre 2021 e in via Calimara era tutto tranquillo.<br>La pizzeria da asporto di Lino era in piena attivit&#xE0;, le persone che facevano le consegne entravano e uscivano con i loro borsoni termici. Le macchine da cucire dei due laboratori dei cinesi che abitavano sopra i locali, dall&#x2019;altra parte della stretta strada a senso unico, erano finalmente silenziose. Avevano lavorato anche tutta quella domenica. Il vecchio stronzo che abitava in fondo alla via era fuori con i suoi cani che abbaiavano a chiunque a meno di cinque metri da loro, e se non c&#x2019;era nessuno abbaiavano tra s&#xE9;, quegli stronzi. <br>Io ero alla finestra della camera che dava sulla strada, nel mio appartamento al primo piano, al civico 18. Mi grattavo il culo e con l&#x2019;altra mano salutavo uno dei ragazzi della pizzeria. Mi staccai da l&#xEC; e ciabattai attraverso il disimpegno dove c&#x2019;era il ripostiglio, fino all&#x2019;ingresso salotto, gettai uno sguardo carico di promesse al divano rosso; accanto alla tv una piccola porta dava su un mini bagno piastrellato; annusai che non ci fosse puzza d&#x2019;acqua morta e richiusi la porta. Entrai in cucina. Attraverso una porta finestra, in quel momento aperta, si accedeva su un terrazzo grande. E da l&#xEC; fece il suo ingresso Gatto.</p><p>Gatto era un gatto nero dal pelo lucido che sembrava a volte avere riflessi blu o viola, ma del resto io sono sempre stato daltonico, quindi chi lo sa. Gatto era enorme, pesava una quantit&#xE0; di chili impossibili per un gatto, eppure era capace di gesti felini di tutto rispetto, tipo camminare sul tavolo rovesciando qualsiasi cosa, piazzarsi disteso dietro una porta chiusa che diventava impossibile da aprire perch&#xE9; lui non si sarebbe spostato nemmeno a cannonate. Quella roba l&#xEC;. Aveva per&#xF2; qualcosa di eccezionale, oltre alla stazza, Gatto aveva un occhio sano e un occhio completamente opaco, perlaceo, che a volte cambiava sfumatura e sembrava vorticare, almeno quando non ero proprio sobrio.<br>-Che cosa cazzo hai da guardarmi, Bellosguardo?<br>Silenzio e sguardo monocolo fisso. Baffi in modalit&#xE0; relax. Si mise a sedere sul suo portentoso posteriore vicino al forno.<br>-Vuoi mangiare, eh? Dai, vediamo se mi &#xE8; rimasto un po&#x2019; di pollo arrosto, quello che ti garba tanto, con tanti ossicini. Hai visto mai che ti restino di traverso, no?<br></p><p>Mentre curavo quella creatura obesa, che si era introdotta in casa mia e nella mia vita con un certo stile ormai alcuni mesi fa, gi&#xF9; in strada passavano i bambini a fare dolcetto o scherzetto. Non avrebbero mai suonato ai campanelli del nostro piccolo palazzo.I campanelli del nostro stabile contenevano il mondo: nomi moldavi, nomi pakistani, fino a un nome che in cinese voleva dire &#x201C;bocca d&#x2019;oro&#x201D; ma questa sarebbe un&#x2019;altra storia. Il mio campanello era quello pi&#xF9; in basso e allora c&#x2019;era scritto semplicemente &#x201C;Porco il Vostro Dio&#x201D;.<br>Non lo potevo sapere ma in quello stesso momento una mia vecchia conoscenza, una signora molto piccola, piena di rughe e un odore non proprio gradevole, stava camminando lenta e tenace, come faceva sempre, sotto la mia finestra. N&#xE9; potevo sapere che con un sorriso furbetto, coi suoi denti gialli e marci, s&#x2019;era messa a mormorare qualcosa in una lingua sicuramente morta e dimenticata da quasi ogni dio e uomo. Dopodich&#xE9; aveva soffiato verso la finestra e dalla sua bocca insieme al suo soffio era uscito qualcosa, in realt&#xE0; molte piccole cose, nere e volanti.<br>Gatto sgranocchiava il resto del pollo arrosto come un mastino napoletano, intanto quelle strane zanzare entravano in casa mia senza che me ne rendessi conto.Presi una birra dal frigo, e mi misi seduto sul terrazzo, a respirare l&#x2019;aria non fredda di quella sera.-Maremma maiala, zanzare di merda. Cercavo di schiacciarne almeno una ma quelle stronze continuavano a pizzicarmi nonostante due zampironi accesi.Gatto saltava goffamente per prenderne qualcuna ma finiva tra i vasi vuoti, oppure a pancia all&#x2019;aria sul pavimento del terrazzo.</p><p>Dopo la terza birra e dopo aver visto Gatto esibirsi nell&#x2019;ennesimo spanciamento inutile per catturare una zanzara che si faceva beffe di lui e dei miei zampironi, chiusi la porta e rientrai dentro. Accesi la tv su un canale a caso e mi stravaccai sul divano rosso. Mi addormentai all&#x2019;istante.<br>Verso mezzanotte mi svegliai incazzato come un toro, le zanzare mi avevano usato come puntaspilli. Spensi la Tv e accesi le luci. Sui muri ce ne saranno state venti, o forse trenta, anche sul mobile della tv, sulla porta del bagno piccolo e sulla porta d&#x2019;ingresso.<br>-Siete un fottuto milione, piccole merde.<br>Andai a pisciare nel bagnetto, presi della carta igienica, la bagnai nel lavandino e cos&#xEC; armato iniziai a schiacciare quelle merdose piene del mio sangue. Ogni munizione di carta igienica e acqua riusciva a contenere due, tre zanzare al massimo, da quanto erano gonfie. Il mio sangue, maledette vampire di merda.<br>Feci la spola col bagno minuscolo almeno sette, otto volte, e alla fine non ne vidi pi&#xF9; nessuna. Perlustrai tutta la casa ma non ne trovai altre. Gatto si sedette guardando verso il bagno piccolo dall&#x2019;arco tra la cucina e il soggiorno. <br>-Cosa c&#x2019;&#xE8;, Gatto? &#x2014; L&#x2019;occhio perlaceo emanava una luce tutta sua &#x2014; maremma bucaiola!<br>La luce del bagno, rimasta accesa, inizi&#xF2; a spegnersi e riaccendersi. Mi affacciai dentro e vidi il water ribollire di sangue, carta igienica, cadaveri di zanzare, e piscio.<br>-Gatto? Stai facendo uno dei tuoi giochi di prestigio? Mi guard&#xF2; dritto negli occhi anche con l&#x2019;occhio sano. No, non era stato lui. Ma non pareva nemmeno preoccupato, o spaventato. Avessi potuto osservarlo con pi&#xF9; calma, avrei detto che stesse sorridendo, come quando pregusti una bella scena che sta per accadere.<br>Riguardai dentro al water che adesso oltre a ribollire, vorticava con furore. Sopra la mia testa la luce era ormai quella stroboscopica di un club equivoco degli anni &#x2019;80.<br>Il mio cervello elabor&#xF2; in sequenza:<br>&#x201C;Vaffanculo, ora si fulmina la lampadina &#x2014; &#xA0;abbassai il coperchio del water.<br>Ma quanto cazzo ho bevuto? &#x2014; tirai la catenella dello sciacquone.<br>Devo fare gli esami del sangue. O forse delle urine. &#x2014; &#xA0;La catenella mi rimase in mano.<br>Ora chi la sente la padrona di casa?&#x201D; Una mano marrone e verde scuro, dagli artigli neri, &#xA0;sbuc&#xF2; da sotto il coperchio del water.<br>Alla prima, segu&#xEC; una seconda mano, e poi il coperchio del water esplose.<br>Una testa di serpenti neri e marroni e due fessure di occhi gialli mi scrutavano.<br>Dalla bocca spalancata della creatura una lingua grigiastra lambiva il pavimento.<br>Alla testa seguirono le braccia e il busto, il mostro emergeva dal water.<br>Un odore di merda pestilenziale esplose nella casa, caddi con il culo sul pavimento combattendo contro i conati di vomito.<br>Un refolo d&#x2019;aria attir&#xF2; l&#x2019;attenzione della parte di corteccia cerebrale atta alla sopravvivenza; mi fiondai verso la finestra aperta sulla strada. Mi sporsi verso l&#x2019;aria fresca e vidi la signora Chong sull&#x2019;altro marciapiede. Rideva, rideva tantissimo, mi guardava e rideva. Quando i nostri sguardi si incrociarono lei rise ancora pi&#xF9; forte, tenendosi la pancia, cercando di tapparsi la bocca con una mano e con l&#x2019;altra smanacciando l&#x2019;aria come in segno di resa. Piangeva dal ridere, e si lamentava contemporaneamente per il troppo ridere. Si mise seduta a terra ridendo ancora di pi&#xF9;.<br>Gatto si iss&#xF2; tra la pancia e la finestra per guardare fuori.<br>-Mi fai le fusa, adesso? <br>-Ma cosa&#x2026;?! Mi voltai e vidi il demone del water venire verso di me, fece un cenno di saluto, quello che mi parve un sorriso, e spar&#xEC; in una nuvola di merda che lasci&#xF2; un ricordo di s&#xE9; molto persistente.La vecchia, cara signora cinese, la stimatissima signora Chong, ancora ridendo con quella vocina da nonnina cinese, fece due passi verso la mia finestra. Alz&#xF2; quel viso quadrato, increspato di rughe in tutte le direzioni, mi sorrise e mi disse:<br>-B&#xF2;n Alou&#xEC;n!<br><br>S&#x2019;inchin&#xF2; e poi prese a camminare in mezzo alla strada, accompagnata dai lampioni che si spengevano e accendevano al suo passaggio. Via Calimara deserta.</p><p>Oriente e Gatto augurano B&#xF2;n Alou&#xEC;n anche a voi.</p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Pandemia, anno 1]]></title><description><![CDATA[<p>Non sono pronto.<br>Non sono pronto a parlare di tutto quello che &#xE8; successo nell&apos;ultimo anno, non sono pronto nemmeno per quel che &#xE8; successo negli ultimi due anni.<br>Da quanto tempo non sono pronto, in fondo?</p><p>Non sono pronto nemmeno per quando tutto questo tempo sospeso e</p>]]></description><link>https://simonemartelli.ghost.monema.dev/pandemia-anno-1/</link><guid isPermaLink="false">65704f79d9570c0001a5e205</guid><category><![CDATA[autobiografia]]></category><dc:creator><![CDATA[Simone Martelli]]></dc:creator><pubDate>Wed, 14 Apr 2021 15:14:03 GMT</pubDate><media:content url="https://simonemartelli.ghost.monema.dev/content/images/2021/04/cielo.jpeg" medium="image"/><content:encoded><![CDATA[<img src="https://simonemartelli.ghost.monema.dev/content/images/2021/04/cielo.jpeg" alt="Pandemia, anno 1"><p>Non sono pronto.<br>Non sono pronto a parlare di tutto quello che &#xE8; successo nell&apos;ultimo anno, non sono pronto nemmeno per quel che &#xE8; successo negli ultimi due anni.<br>Da quanto tempo non sono pronto, in fondo?</p><p>Non sono pronto nemmeno per quando tutto questo tempo sospeso e poi frenato, bloccato, riempito di divieti, paura, sofferenza e solitudine finir&#xE0;.<br>In questo anno sono ingrassato, sono dimagrito, ho smesso di lavorare e ho iniziato nuovi lavori, non ho scritto e poi ho scritto come non avevo mai scritto prima (ci voleva poco, ndS). Ho pianto, ho pianto moltissimo.</p><p>Ho perso molto pi&#xF9; di quanto sia in grado di dire.</p><p>Questo tempo trascorso, cos&#xEC; insolito e difficile, si &#xE8; abbattuto su di me, creando tante possibili copie, collassate una a una sotto il maglio degli eventi, quel tipo di eventi che puoi solo subire. E sotto quello delle scelte che non sono mai prive di conseguenze, e per quanto grandi e faticose o piccole e leggerissime, ognuna contribuisce a definire quella copia di me che procede nell&apos;infinito universo di possibilit&#xE0;.</p><blockquote>A tutti noi, per Dio!<br>A noi!<br>A Dom! <br>E ai privilegi della giovent&#xF9;!<br>A quello che siamo e a quello che eravamo.<br><br>E a quello che saremo.</blockquote><p>Nel caleidoscopio iridescente di tutti i me che potevano essere e non saranno, saluto con la mano aperta, saluto tutto quel che posso, per non dover pi&#xF9; rimanere impotente e ormai in silenzio.</p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Affumicato]]></title><description><![CDATA[Sul tuo cuscino è rimasto un forte odore di affumicato, un odore talmente forte e intenso da essere fastidioso. La camera da letto ha continuato a puzzare per qualche giorno.]]></description><link>https://simonemartelli.ghost.monema.dev/affumicato/</link><guid isPermaLink="false">65704f79d9570c0001a5e204</guid><category><![CDATA[autobiografia]]></category><dc:creator><![CDATA[Simone Martelli]]></dc:creator><pubDate>Fri, 09 Oct 2020 13:59:22 GMT</pubDate><media:content url="https://simonemartelli.ghost.monema.dev/content/images/2020/10/LSsVs4rASES8nsHjwIae-A.jpeg" medium="image"/><content:encoded><![CDATA[<img src="https://simonemartelli.ghost.monema.dev/content/images/2020/10/LSsVs4rASES8nsHjwIae-A.jpeg" alt="Affumicato"><p>Sul tuo cuscino &#xE8; rimasto un forte odore di affumicato, un odore talmente forte e intenso da essere fastidioso. La camera da letto ha continuato a puzzare per qualche giorno. Forse ti sei infilata nel camino del nonno, bisogna che te lo chieda durante la prossima telefonata serale.<br>Cresci e non si fa nemmeno in tempo a starti dietro, chiudo gli occhi solo per un secondo che sei andata ancora pi&#xF9; avanti.<br>Ricordo la prima volta, ormai un po&#x2019; di tempo fa, in cui con la coda dell&#x2019;occhio ho colto un&#x2019;espressione sul tuo viso di bambina che era un lampo di futuro della te ragazza.<br>Poi il tempo &#xE8; andato a rotoli, tra vita quotidiana, spaventi enormi e dolori, mi sono ritrovato davanti al cancello della scuola media il primo giorno della tua nuova vita, emozionato quasi quanto te, molto pi&#xF9; vecchio e un po&#x2019; pi&#xF9; consapevole.</p><p>Dove sono andati i giorni in cui ero terrorizzato alla sola idea di restare da solo con te per paura ti mancasse la mamma?<br>Dove sono andate le sere sul divano con i tuoi occhioni grandissimi che mi fissavi preoccupata perch&#xE9; &#x201C;babbo, te non esci mai? Hai degli amici?&#x201D; E io a risponderti che s&#xEC; li avevo e che non ti dovevi preoccupare e ho iniziato a portarti fuori con me e a farti conoscere i miei discutibilissimi e dolcissimi amici, a vedere le partite al pub, a giocare a freccette, a festeggiare il tuo compleanno al Cavallino Matto.</p><p>Sono passati giorni, sono passati anni, non sono pronto, sono pronto, non sar&#xF2; mai pronto, sar&#xF2; pronto.<br>Poi al telefono la sera mi hai detto:&#x201D; Ma babbo! Non &#xE8; affumicato! &#xC8; il puzzo dello shampoo anti-pidocchi!&#x201D;</p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Untitled 2019]]></title><description><![CDATA[non il post più propositivo della storia dei blog, no.]]></description><link>https://simonemartelli.ghost.monema.dev/untitled-2019/</link><guid isPermaLink="false">65704f79d9570c0001a5e203</guid><category><![CDATA[autobiografia]]></category><category><![CDATA[appunti]]></category><dc:creator><![CDATA[Simone Martelli]]></dc:creator><pubDate>Tue, 19 Nov 2019 14:11:25 GMT</pubDate><media:content url="https://images.unsplash.com/photo-1501999635878-71cb5379c2d8?ixlib=rb-1.2.1&amp;q=80&amp;fm=jpg&amp;crop=entropy&amp;cs=tinysrgb&amp;w=2000&amp;fit=max&amp;ixid=eyJhcHBfaWQiOjExNzczfQ" medium="image"/><content:encoded><![CDATA[<img src="https://images.unsplash.com/photo-1501999635878-71cb5379c2d8?ixlib=rb-1.2.1&amp;q=80&amp;fm=jpg&amp;crop=entropy&amp;cs=tinysrgb&amp;w=2000&amp;fit=max&amp;ixid=eyJhcHBfaWQiOjExNzczfQ" alt="Untitled 2019"><p>Piove, piove, piove e piove. Poi si ferma poi riprende. Piove e tra una pausa e l&apos;altra io ballo maldestro un tip tap, con la grazia di un orso un tempo ammaestrato, poi mi fermo. Ho le scarpe sbagliate, ho ancora su le scarpe estive, totalmente fuori luogo. I calzini di cotone bagnati, i piedi sono bagnati.<br>Sar&#xE0; la pancia, sar&#xE0; l&apos;inverno che arriva, sar&#xE0; che non ho pi&#xF9; pazienza ma temo che il tip tap non faccia per me. Mi fermo e poi cammino veloce verso casa.</p><p>Non ascolto pi&#xF9; nulla, non ascolto pi&#xF9; nessuna canzone, nessun gruppo, nessun concerto. Non ascolto podcast, non ascolto un cazzo.<br>Leggo pianissimo, davvero poco. Passo il tempo a scorrere Twitter, Instagram e persino Facebook. Metto like, scrivo due parole sotto ad alcuni post ma per lo pi&#xF9; passo e il mio cervello &#xE8; spento.<br>Vivo buttato sul divano, il frigo vuoto, la mente che cerco di svuotare quanto pi&#xF9; possibile da qualsiasi cosa. </p><p>Faccio vuoto, voglio vuoto.</p><p><br>Sono passati anni e la verit&#xE0;, pura e cristallina, &#xE8; che io non ho ancora la pi&#xF9; pallida idea di cosa faccia al caso mio, e questa, signore e signori, ve lo devo proprio dire, non &#xE8; pi&#xF9; una gran bella situazione.</p><p>Le cose non sono confortevoli o tranquille. Le cose continuano a cosare.</p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Il becchino lavora sempre due volte]]></title><description><![CDATA[sarebbe un racconto per Halloween ma l'ho scritto il 2 Novembre quindi diciamo che vale per un generico Halloween dai.]]></description><link>https://simonemartelli.ghost.monema.dev/casimiro/</link><guid isPermaLink="false">65704f79d9570c0001a5e201</guid><category><![CDATA[racconti]]></category><category><![CDATA[halloween]]></category><category><![CDATA[racconto horror]]></category><dc:creator><![CDATA[Simone Martelli]]></dc:creator><pubDate>Sat, 02 Nov 2019 11:46:03 GMT</pubDate><media:content url="https://simonemartelli.ghost.monema.dev/content/images/2019/11/scott-rodgerson-ZLHBjxbCCEc-unsplash.jpg" medium="image"/><content:encoded><![CDATA[<img src="https://simonemartelli.ghost.monema.dev/content/images/2019/11/scott-rodgerson-ZLHBjxbCCEc-unsplash.jpg" alt="Il becchino lavora sempre due volte"><p>C&apos;&#xE8; un piccolo paese a picco sul mare che per arrivarci si pu&#xF2; percorrere solo una strada stretta che passa prima per una grande pineta e poi per un acquitrino di acqua salata, poi sale impennandosi fino a un gruppo di case, le une addossate alle altre, sovrastate da un campanile di una chiesa che in una piccola piazza domina la costa. </p><p>Casimiro Quaresima lavorava come necroforo e custode del cimitero di Marina. Visto che nel paese il cimitero non ci stava, era stato costruito su una parte di terreno roccioso in mezzo all&apos;acquitrino gi&#xF9; di sotto, e visto che era un posto molto bello, ricco di pace, serenit&#xE0; e tutto sommato molto spazio, anche i comuni dell&apos;entroterra ci venivano volentieri a seppellire i loro morti, almeno alcuni.</p><p>Cos&#xEC; Casimiro Quaresima faceva il becchino a tempo pieno in questo posto pieno di pini marittimi e lecci che proteggevano scarsamente dall&apos;erosione del terreno e dal salmastro ma tanto questo non era il suo problema principale. Di contro c&apos;era sempre un gran bel profumo che a Casimiro piaceva molto fatto di resina di pino e di mare. Viveva poi su a Marina, nella prima casa sulla strada, &#xA0;piccola ma molto accogliente. Inoltre affacciava sulla pineta e sul suo luogo di lavoro, cos&#xEC; poteva buttarci un occhio ogni tanto e verificare, anche fuori dall&apos;orario di lavoro, che fosse tutto a posto.</p><p>Quella mattina di fine ottobre il tempo era mite e se non fosse stato per l&apos;aria che iniziava a essere frizzante nelle primissime ore del mattino, si sarebbe potuta scambiare per una giornata di inizio estate da tanto era sereno e caldo quel periodo.<br>Casimiro si vest&#xEC; con i suoi abiti da lavoro, una camicia di cotone a quadri, dei pantaloni da trekking di cotone pesante con le tasche anche sulle gambe, degli scarponcini da lavoro estivi e come giacca il giubbotto di cotone del servizio forestale di cui aveva fatto parte per quindici anni, adesso chiuso e le cui mansioni erano rientrate sotto l&apos;Arma dei Carabinieri.<br>Casimiro fece il verso di un saluto militare alla sua immagine allo specchio, e a quel suo sorriso sghembo di quando in fondo un po&apos; i coglioni gli giravano.</p><p>Ogni mattina scendere era piuttosto impegnativo, perch&#xE9; se lasciavi andare le gambe gi&#xF9; per quella strada, sarebbe diventata una corsa da rompersi l&apos;osso del collo in terra da quanto andava gi&#xF9; con una certa pendenza e costanza. Gli scarponcini aiutavano ad avere un controllo preciso a ogni passo, il corpo leggermente all&apos;indietro, il bacino leggermente abbassato, Casimiro poteva gustarsi anche quella mattina di bellezza, col sole sopra le colline di Castagneto Carducci a illuminare l&apos;Aurelia e quella enorme pineta che divideva il mondo dal mare in quel pezzo di terra.<br>Dopo che ebbe superato l&apos;ultimo tornante pi&#xF9; ripido, Casimiro Quaresima vide il cadavere di un uomo anziano vagare spaesato sul ciglio della strada.<br>La prima cosa che Casimiro pens&#xF2; fu: &quot;Porco Dio!&quot;. <br>La seconda cosa a cui pens&#xF2; fu che quel giorno avrebbe dovuto sbattersi moltissimo.<br>-Alvaro! Inizi&#xF2; a chiamare: &quot;Alvaro! Ma cosa cazzo va&apos; a giro eh? Si smonta tutto, venga, torniamo a casa insieme su. E cos&#xEC; facendo prese per le spalle il cadavere che camminava di Alvaro Vannini, nato il 3-4-&apos;23 e morto l&apos;8-1-&apos;89. Le orbite vuote lo fissarono per un attimo e il cadavere si ferm&#xF2;; poi, docile, si fece girare in direzione del cimitero e si lasci&#xF2; prendere per mano.<br>- Ma cosa le &#xE8; preso di andare a giro alla sua et&#xE0; e nelle sue condizioni, eh? La voce del becchino si fece dolce e comprensiva e, con molta calma e qualche frase dopo, arrivarono all&apos;ingresso del cimitero che risultava aperto, anzi, potremmo dire spalancato: un pezzo del cancello era uscito dai gangheri. Casimiro e il cadavere del buon Alvaro si arrestarono per un momento mano nella mano davanti allo spettacolo che avevano davanti: <br>tutte le tombe a terra erano state scavate dall&apos;interno e non c&apos;era nei dintorni nessuno dei suoi abitanti.<br>- Maremma maiala ladra puttana! Alvaro, mi faccia la cortesia di rimettersi da solo a posto e di restarci buonino senn&#xF2;, quanto &#xE8; vero Iddio, vi infilo tutti nei fornellini anzitempo e ammassati gli uni con gli altri, poi voglio vedere come ve la cavate, eh.<br>Il cadavere di Alvaro Vannini prese lemme lemme la via della propria tomba, sesta fila a destra, terz&apos;ultimo posto da sinistra. C&apos;era una croce semplice di pietra e una foto di quando avr&#xE0; avuto una sessantina d&apos;anni massimo, la faccia sorridente e gli occhi di uno che sembra saperla lunga.</p><p>Casimiro si massaggi&#xF2; la faccia, poi prese a grattarsi nervosamente la barba e la testa. &quot;Che palle, pens&#xF2;. Ma che palle, cazzo.&quot; Una volta rientrati tutti, se fossero rientrati tutti, si sarebbe dovuto rimettere a controllare le tombe, sistemarle, ripulire i vialetti e con il trattorino risistemare anche il cancello.<br>Entr&#xF2; nella piccola cappella e si diresse alla fune della campana. Ogni volta che arrivava quel momento gli tornavano alla mente gli occhi celeste slavato di Moreno, il suo predecessore: &quot;Quando succeder&#xE0;, Casimiro, e succeder&#xE0; ogni tanto, te non ti preoccupare. Arriva alla campana e falla suonare sette volte. N&#xE9; una di pi&#xF9;, n&#xE9; una di meno. E poi aspettali, Casimiro. Aspettali tutti e abbi pazienza con ciascuno di loro. Prenditene cura e tutto andr&#xE0; sempre bene. Intesi? Bravo marrocchino che un te sei altro&quot;.</p><p>Casimiro Quaresima apr&#xEC; il cancello del minuscolo campanile, &quot;Maremma merdosa impavida&quot; si disse tra s&#xE9; e s&#xE9; e poi prese a tirare.</p><p>Il mare placido bagnava la spiaggia pi&#xF9; a ovest mentre la pineta viveva immersa nella sua vita, e tutto quel silenzio fatto di pace fu interrotto sette volte dal suono argentino della piccola campana del cimitero di Marina.</p><p>[Foto di copertina di <a href="https://unsplash.com/@scottrodgerson?utm_source=unsplash&amp;utm_medium=referral&amp;utm_content=creditCopyText">Scott Rodgerson</a> @unsplash]</p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Stazione onanistica #42]]></title><description><![CDATA[È una specie di meta post, una ridda di rimandi a cose che capisco solo io, davvero una sega mentale, nemmeno delle migliori, sicché puoi serenamente non leggerlo.
Se invece sei un grande e vecchio fan di questo blog, questo post è per te <3]]></description><link>https://simonemartelli.ghost.monema.dev/stazione-onanista-42/</link><guid isPermaLink="false">65704f79d9570c0001a5e202</guid><category><![CDATA[autobiografia]]></category><dc:creator><![CDATA[Simone Martelli]]></dc:creator><pubDate>Fri, 23 Aug 2019 17:26:43 GMT</pubDate><media:content url="https://simonemartelli.ghost.monema.dev/content/images/2019/08/reddesert.jpeg" medium="image"/><content:encoded><![CDATA[<blockquote>&quot;<em>Didacevi? Didadoci? Damaciami? Didarami?&quot;</em></blockquote><img src="https://simonemartelli.ghost.monema.dev/content/images/2019/08/reddesert.jpeg" alt="Stazione onanistica #42"><p>Ma dai, ma cosa cazzo ci faccio di nuovo qui? C&apos;&#xE8; questo vento forte d&apos;aria calda che soffia insistente su una conca di terra rossa, il cielo varia da un grigio chiaro a un grigio quasi nero. La luce del giorno &#xE8; bassa, sembra stia morendo o scappando, probabilmente sta facendo entrambe le cose.</p><p>Poco pi&#xF9; avanti, sotto di me c&apos;&#xE8; un tumulo di pietre e una croce, signore e signori, una croce. Ma cosa c&apos;entra la croce? Bastava un tumulo. Ora magari un tumulo un po&apos; pi&#xF9; grosso. Niente Silmbelmyn&#xEB; per me, piccoli e bianchi ma &#xE8; normale. Poi una pira funebre sarebbe stato il top ma va bene anche cos&#xEC;.<br>Mi sorrido.</p><p>Mentre gratto la barba il mio sguardo viene attirato dalla vista di un edificio tozzo che con ogni probabilit&#xE0; verr&#xE0; ricoperto di terra rossa dal vento, anzi so che &#xE8; cos&#xEC;, come lo sai quando sogni che le cose stanno in quel modo per quanto possano essere bizzarre.</p><p>Faccio un passo avanti ed entro e la luce in qualche modo entra con me e vedo un tavolo di legno ormai spaccato, nessuna sedia nella stanza, sabbia rossa ovunque sul pavimento. Sopra al tavolo c&apos;&#xE8; una foto di tre piratesse piuttosto simpatiche che mi sorridono. Sorrido loro di rimando: sto scrivendo belle figliole, sto scrivendo; con la mano pulisco la foto dalla terra e me la infilo nella tasca posteriore dei jeans, poi ci ripenso e me la metto in una delle tasche davanti. Meglio.</p><p>Da una parte c&apos;&#xE8; il lavabo di una vecchia barca che una volta era ancorata su un fiume grigio limaccioso; prendo la tazza smaltata e sbreccata lasciata l&#xEC; da qualcuno e apro il rubinetto. Sento le tubature gemere e poi dopo qualche secondo vedo uscire l&apos;acqua, prima terrosa e poi via via, sempre pi&#xF9; limpida. La faccio scorrere ancora un po&apos; e poi bevo un paio di volte. </p><p>Sarebbe meglio bere una birra, anche due. <br>Sulla parete di fondo adesso noto un&apos;altra porta, piccola in effetti, ma ci passo. No ok, non ci passo. Non vedo nemmeno dove porta ma sento qualcosa. Ecco s&#xEC;, cresce anche di volume adesso: una versione per violino solista di Bohemian Rhapsody, bella cacata di versione. Mi metto a ridere e chiudo la piccola porta che fa un po&apos; di resistenza ma nemmeno troppa alla fine.</p><p>Esco dall&apos;edificio tozzo che ormai &#xE8; per pi&#xF9; di met&#xE0; ricoperto di roccia e sabbia rossa. Ma da che parte s&apos;esce da questo buco? Vedo nascosto tra le rocce un sentiero che sembra uscire dalla conca, lo prendo e inizio a camminare veloce. La luce ormai ha lasciato il posto all&apos;ombra che scende su tutto, una situazione un po&apos; scomoda in effetti.<br>Arrivo sulla cima di una duna e guardo fuori, c&apos;&#xE8; giusto un parco l&#xE0; sotto, coi lampioni e le luci e grandi festoni di carta colorati. Sento anche della musica in lontananza, risate e odore di brace. La pancia brontola e le gambe riprendono a camminare ancora pi&#xF9; velocemente.<br>Inizio ad incrociare persone che mi salutano affettuosamente e che io saluto di rimando, sembrano davvero simpatici. E lo diventano quando mi offrono da mangiare e da bere mentre un&apos;orchestra suona musica da ballo anni &apos;30 sotto un patio di legno bianco, tra alberi pieni di rami e foglie verdi.<br>Ringrazio, saluto tutti e me ne vado.<br>Cammino, dormo, cammino, forse dormo. </p><p>Se sogno non me lo ricordo.</p><p>La mattina mi sorprende con gli occhi abbottonati e cisposi, la bava colata sulla barba e un dolore al fianco per aver dormito in terra. Son vecchio per certe cose.</p><p>Pi&#xF9; avanti c&apos;&#xE8; una grande strada trafficata, non &#xE8; troppo distante. Molto pi&#xF9; vicino ci sono due sedie contro un muro all&apos;ombra. Non vedo bene i mezzi che vanno e vengono ma mi rilassa. Stop.</p><p>Ogni tanto si sta bene seduti a veder correre veloce il mondo, o no?</p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Una novità affascinante]]></title><description><![CDATA[Le scale della cantina hanno sempre avuto su di me un fascino controverso, ne sono sempre stato attratto e allo stesso tempo spaventato.]]></description><link>https://simonemartelli.ghost.monema.dev/una-novita-affascinante/</link><guid isPermaLink="false">65704f79d9570c0001a5e200</guid><category><![CDATA[racconti]]></category><dc:creator><![CDATA[Simone Martelli]]></dc:creator><pubDate>Tue, 16 Jul 2019 16:58:21 GMT</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Le scale della cantina hanno sempre avuto su di me un fascino controverso, ne sono sempre stato attratto e allo stesso tempo spaventato. Sar&#xE0; stato quello scendere poggiando i piedi su gradini apparentemente instabili, oppure l&#x2019;odore di chiuso mescolato a quello dell&#x2019;umidit&#xE0; e delle cose lasciate l&#xEC; ad aspettare in eterno: una vecchia cyclette, le scatole del Subbuteo, addobbi natalizi ormai dimenticati, nascosti dalle vecchie tende da campeggio con la paleria rotta ma che nessuno si decider&#xE0; mai a buttar via. La sottile inquietudine della porta della cantina socchiusa &#xE8; l&#xEC; che mi fa l&#x2019;occhiolino, e mi vengono in mente un imprecisato numero di film horror, mentre afferro la maniglia e la spalanco, le scale scendono verso il buio. Accendo il neon che lampeggia ormai esausto e ronzante. Scendo in un fiato e mi ritrovo in questo silenzio da sottosuolo dove c&#x2019;&#xE8; fresco d&#x2019;estate e tepore d&#x2019;inverno. Tiro sotto la lampadina che penzola nella stanza la poltrona mezza sfondata, ci sistemo sopra vecchi cuscini impolverati, mi ci lascio cadere e con una gamba mi avvicino un grande barattolo di vernice che chiss&#xE0; da quanto tempo &#xE8; qui. Ci appoggio i piedi sopra.<br>Si sta una meraviglia.<br>Posso finalmente mettermi a leggere con tutta l&#x2019;attenzione e la voglia l&#x2019;ultimo romanzo di Alex Trash, &#x201C;Un oceano del colore di un canale tv non sintonizzato&#x201D;. Amo la fantascienza e amo leggere senza che nessuno mi disturbi. Delle mosche hanno preso a ronzarmi intorno: grossi mosconi neri insistenti mi sfiorano e mi passano tra i capelli, sulle braccia, sul viso.<br>Mi alzo stizzito.<br>Il vecchio congelatore ha smesso di funzionare da un pezzo e non me ne sono proprio accorto. Bestemmio ad alta voce e tiro un calcio al vecchio elettrodomestico rotto. Avvicinandomi sento ormai anche l&#x2019;odore. Tiro fuori dalla tasca dei jeans il fazzoletto rosso e me lo lego sul naso e sulla bocca. Apro il portello del congelatore e il fetore esplode in tutta la stanza. Un nugolo di mosche sciama dappertutto. La testa del capofamiglia &#xE8; rivolta verso di me e mi guarda ancora con quello sguardo inetto tra il sorpreso e lo spaventato. Sotto la sua testa c&#x2019;&#xE8; il resto del suo corpo e quelli dei figli e della moglie fatti a pezzi. Un lavoro che mi &#xE8; costato ore di sudore e fatica e adesso devo mettermi a lavorare di nuovo. Impreco ancora una volta.<br>Getto il libro sulla poltrona che spingo poi contro una parete. Mi guardo intorno in cerca di un suggerimento. Poi scorgo la soluzione, un piccone e una pala, relativamente nuovi, in un angolo in ombra.<br>Scavare una tomba dentro una cantina, una novit&#xE0; affascinante.</p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Schiocca!]]></title><description><![CDATA[Mi sveglio con un’erezione prepotente che mi intralcia anche nel girarmi sotto il piumone.Una lacrima mi cola dall’occhio sinistro. Il mio corpo si sta svegliando un po’ per conto suo, a velocità differenti.]]></description><link>https://simonemartelli.ghost.monema.dev/schiocca/</link><guid isPermaLink="false">65704f79d9570c0001a5e1ff</guid><category><![CDATA[autobiografia]]></category><dc:creator><![CDATA[Simone Martelli]]></dc:creator><pubDate>Fri, 19 Apr 2019 15:00:30 GMT</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Mi sveglio con un&#x2019;erezione prepotente che mi intralcia anche nel girarmi sotto il piumone.<br>Una lacrima mi cola dall&#x2019;occhio sinistro. Il mio corpo si sta svegliando un po&#x2019; per conto suo, a velocit&#xE0; differenti.<br>Non sento nessun rumore provenire da fuori. Potrei essere rimasto l&#x2019;ultimo uomo sulla faccia della Terra, con un&#x2019;improvvida erezione e dalla lacrima facile (#selfie).<br>Mi giro a pancia sotto e chiudo gli occhi annusando vaghi echi dell&#x2019;ammorbidente sulla federa del cuscino, ne inspiro le ultime tracce.</p><p>In questo momento potrei fare qualche pensiero sconcio, richiamare un vecchio incontro, riviverlo nella mia mente. Oppure potrei immaginare una fantasia nuova di pacca. Invece no, non mi va. Senza un giudizio sul fatto, ne prendo atto e basta.<br></p><p>Sfrego il viso e penso a chi amo. Nella mente sfrecciano volti: da quelli pi&#xF9; vicini a quelli pi&#xF9; lontani, geograficamente o nel tempo. Quelli che amo anche se non chiamo mai, anche se non scrivo loro mai. Li penso e li tengo dentro di me, vivi.<br>Sospiro appena, mugolo compiaciuto del tepore.<br>La mia &#xE8; una barca anche grande ma praticamente disabitata: ci sono le cose di Verdun che lascia di volta in volta, comprese quelle abbandonate in un angolo dal suo crescere.<br>Ci siamo io, le sue cose e le cose della Rossa Tatuata, alla deriva del dormiveglia in un qualsiasi giorno di festa.<br>Contraggo gli addominali e spingo verso l&#x2019;alto il culo, cercando di far schioccare la parte bassa della spina dorsale. Allo schiocco provo un fugace ma totale godimento.<br>La lacrima solitaria &#xE8; asciutta, tutto &#xE8; al suo posto.</p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Dopo l'alba non ricordiamo il buio]]></title><description><![CDATA[Una foto dal mio profilo Instagram.]]></description><link>https://simonemartelli.ghost.monema.dev/dopo-lalba-non-ricordiamo-il-buio/</link><guid isPermaLink="false">65704f79d9570c0001a5e1fe</guid><category><![CDATA[autobiografia]]></category><dc:creator><![CDATA[Simone Martelli]]></dc:creator><pubDate>Wed, 10 Apr 2019 15:53:29 GMT</pubDate><content:encoded><![CDATA[<figure class="kg-card kg-embed-card"><blockquote class="instagram-media" data-instgrm-captioned data-instgrm-permalink="https://www.instagram.com/p/BfAidX3B3Xt/?utm_source=ig_embed&amp;utm_medium=loading" data-instgrm-version="12" style=" background:#FFF; border:0; border-radius:3px; box-shadow:0 0 1px 0 rgba(0,0,0,0.5),0 1px 10px 0 rgba(0,0,0,0.15); margin: 1px; max-width:658px; min-width:326px; padding:0; width:99.375%; width:-webkit-calc(100% - 2px); width:calc(100% - 2px);"><div style="padding:16px;"> <a href="https://www.instagram.com/p/BfAidX3B3Xt/?utm_source=ig_embed&amp;utm_medium=loading" style=" background:#FFFFFF; line-height:0; padding:0 0; text-align:center; text-decoration:none; width:100%;" target="_blank"> <div style=" display: flex; flex-direction: row; align-items: center;"> <div style="background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; flex-grow: 0; height: 40px; margin-right: 14px; width: 40px;"></div> <div style="display: flex; flex-direction: column; flex-grow: 1; justify-content: center;"> <div style=" background-color: #F4F4F4; border-radius: 4px; flex-grow: 0; height: 14px; margin-bottom: 6px; width: 100px;"></div> <div style=" background-color: #F4F4F4; border-radius: 4px; flex-grow: 0; height: 14px; width: 60px;"></div></div></div><div style="padding: 19% 0;"></div><div style="display:block; height:50px; margin:0 auto 12px; width:50px;"><svg width="50px" height="50px" viewbox="0 0 60 60" version="1.1" xmlns="https://www.w3.org/2000/svg" xmlns:xlink="https://www.w3.org/1999/xlink"><g stroke="none" stroke-width="1" fill="none" fill-rule="evenodd"><g transform="translate(-511.000000, -20.000000)" fill="#000000"><g><path d="M556.869,30.41 C554.814,30.41 553.148,32.076 553.148,34.131 C553.148,36.186 554.814,37.852 556.869,37.852 C558.924,37.852 560.59,36.186 560.59,34.131 C560.59,32.076 558.924,30.41 556.869,30.41 M541,60.657 C535.114,60.657 530.342,55.887 530.342,50 C530.342,44.114 535.114,39.342 541,39.342 C546.887,39.342 551.658,44.114 551.658,50 C551.658,55.887 546.887,60.657 541,60.657 M541,33.886 C532.1,33.886 524.886,41.1 524.886,50 C524.886,58.899 532.1,66.113 541,66.113 C549.9,66.113 557.115,58.899 557.115,50 C557.115,41.1 549.9,33.886 541,33.886 M565.378,62.101 C565.244,65.022 564.756,66.606 564.346,67.663 C563.803,69.06 563.154,70.057 562.106,71.106 C561.058,72.155 560.06,72.803 558.662,73.347 C557.607,73.757 556.021,74.244 553.102,74.378 C549.944,74.521 548.997,74.552 541,74.552 C533.003,74.552 532.056,74.521 528.898,74.378 C525.979,74.244 524.393,73.757 523.338,73.347 C521.94,72.803 520.942,72.155 519.894,71.106 C518.846,70.057 518.197,69.06 517.654,67.663 C517.244,66.606 516.755,65.022 516.623,62.101 C516.479,58.943 516.448,57.996 516.448,50 C516.448,42.003 516.479,41.056 516.623,37.899 C516.755,34.978 517.244,33.391 517.654,32.338 C518.197,30.938 518.846,29.942 519.894,28.894 C520.942,27.846 521.94,27.196 523.338,26.654 C524.393,26.244 525.979,25.756 528.898,25.623 C532.057,25.479 533.004,25.448 541,25.448 C548.997,25.448 549.943,25.479 553.102,25.623 C556.021,25.756 557.607,26.244 558.662,26.654 C560.06,27.196 561.058,27.846 562.106,28.894 C563.154,29.942 563.803,30.938 564.346,32.338 C564.756,33.391 565.244,34.978 565.378,37.899 C565.522,41.056 565.552,42.003 565.552,50 C565.552,57.996 565.522,58.943 565.378,62.101 M570.82,37.631 C570.674,34.438 570.167,32.258 569.425,30.349 C568.659,28.377 567.633,26.702 565.965,25.035 C564.297,23.368 562.623,22.342 560.652,21.575 C558.743,20.834 556.562,20.326 553.369,20.18 C550.169,20.033 549.148,20 541,20 C532.853,20 531.831,20.033 528.631,20.18 C525.438,20.326 523.257,20.834 521.349,21.575 C519.376,22.342 517.703,23.368 516.035,25.035 C514.368,26.702 513.342,28.377 512.574,30.349 C511.834,32.258 511.326,34.438 511.181,37.631 C511.035,40.831 511,41.851 511,50 C511,58.147 511.035,59.17 511.181,62.369 C511.326,65.562 511.834,67.743 512.574,69.651 C513.342,71.625 514.368,73.296 516.035,74.965 C517.703,76.634 519.376,77.658 521.349,78.425 C523.257,79.167 525.438,79.673 528.631,79.82 C531.831,79.965 532.853,80.001 541,80.001 C549.148,80.001 550.169,79.965 553.369,79.82 C556.562,79.673 558.743,79.167 560.652,78.425 C562.623,77.658 564.297,76.634 565.965,74.965 C567.633,73.296 568.659,71.625 569.425,69.651 C570.167,67.743 570.674,65.562 570.82,62.369 C570.966,59.17 571,58.147 571,50 C571,41.851 570.966,40.831 570.82,37.631"/></g></g></g></svg></div><div style="padding-top: 8px;"> <div style=" color:#3897f0; font-family:Arial,sans-serif; font-size:14px; font-style:normal; font-weight:550; line-height:18px;"> View this post on Instagram</div></div><div style="padding: 12.5% 0;"></div> <div style="display: flex; flex-direction: row; margin-bottom: 14px; align-items: center;"><div> <div style="background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; height: 12.5px; width: 12.5px; transform: translateX(0px) translateY(7px);"></div> <div style="background-color: #F4F4F4; height: 12.5px; transform: rotate(-45deg) translateX(3px) translateY(1px); width: 12.5px; flex-grow: 0; margin-right: 14px; margin-left: 2px;"></div> <div style="background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; height: 12.5px; width: 12.5px; transform: translateX(9px) translateY(-18px);"></div></div><div style="margin-left: 8px;"> <div style=" background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; flex-grow: 0; height: 20px; width: 20px;"></div> <div style=" width: 0; height: 0; border-top: 2px solid transparent; border-left: 6px solid #f4f4f4; border-bottom: 2px solid transparent; transform: translateX(16px) translateY(-4px) rotate(30deg)"></div></div><div style="margin-left: auto;"> <div style=" width: 0px; border-top: 8px solid #F4F4F4; border-right: 8px solid transparent; transform: translateY(16px);"></div> <div style=" background-color: #F4F4F4; flex-grow: 0; height: 12px; width: 16px; transform: translateY(-4px);"></div> <div style=" width: 0; height: 0; border-top: 8px solid #F4F4F4; border-left: 8px solid transparent; transform: translateY(-4px) translateX(8px);"></div></div></div></a> <p style=" margin:8px 0 0 0; padding:0 4px;"> <a href="https://www.instagram.com/p/BfAidX3B3Xt/?utm_source=ig_embed&amp;utm_medium=loading" style=" color:#000; font-family:Arial,sans-serif; font-size:14px; font-style:normal; font-weight:normal; line-height:17px; text-decoration:none; word-wrap:break-word;" target="_blank">Sette giorni, sette foto in bianco e nero della tua vita quotidiana. Nessun umano, nessuna spiegazione. Giorno 3/7</a></p> <p style=" color:#c9c8cd; font-family:Arial,sans-serif; font-size:14px; line-height:17px; margin-bottom:0; margin-top:8px; overflow:hidden; padding:8px 0 7px; text-align:center; text-overflow:ellipsis; white-space:nowrap;">A post shared by <a href="https://www.instagram.com/simonemartelli/?utm_source=ig_embed&amp;utm_medium=loading" style=" color:#c9c8cd; font-family:Arial,sans-serif; font-size:14px; font-style:normal; font-weight:normal; line-height:17px;" target="_blank"> Simone Martelli</a> (@simonemartelli) on <time style=" font-family:Arial,sans-serif; font-size:14px; line-height:17px;" datetime="2018-02-10T07:50:34+00:00">Feb 9, 2018 at 11:50pm PST</time></p></div></blockquote>
<script async src="//www.instagram.com/embed.js"></script></figure><p>All&apos;alba manca ancora un po&apos;.</p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Blogroll]]></title><description><![CDATA[Il mio blogroll, in continuo aggiornamento o quasi.]]></description><link>https://simonemartelli.ghost.monema.dev/blogroll/</link><guid isPermaLink="false">65704f79d9570c0001a5e1fd</guid><category><![CDATA[blog]]></category><category><![CDATA[blogger]]></category><category><![CDATA[blogroll]]></category><dc:creator><![CDATA[Simone Martelli]]></dc:creator><pubDate>Fri, 15 Feb 2019 17:35:27 GMT</pubDate><media:content url="https://images.unsplash.com/photo-1499750310107-5fef28a66643?ixlib=rb-1.2.1&amp;q=80&amp;fm=jpg&amp;crop=entropy&amp;cs=tinysrgb&amp;w=1080&amp;fit=max&amp;ixid=eyJhcHBfaWQiOjExNzczfQ" medium="image"/><content:encoded><![CDATA[<img src="https://images.unsplash.com/photo-1499750310107-5fef28a66643?ixlib=rb-1.2.1&amp;q=80&amp;fm=jpg&amp;crop=entropy&amp;cs=tinysrgb&amp;w=1080&amp;fit=max&amp;ixid=eyJhcHBfaWQiOjExNzczfQ" alt="Blogroll"><p>Molto tempo fa, quando ancora non c&apos;erano i social network, c&apos;erano i blog e nei blog c&apos;era la lista dei blog da seguire che ogni blogger compilava per conto suo, a suo gusto.<br>Anche io avevo il mio blogroll e c&apos;era gente come Pornoromantica, Wittgenstein, Manteblog, Suzukimaruti, Maestrini per caso, Sasaki Fujika, e molti altri di cui non ricordo pi&#xF9; il nome del blog e del loro pseudonimo. C&apos;era Macchianera e la Festa della Rete, c&apos;erano i barcamp, ma gi&#xE0; un po&apos; dopo, e c&apos;erano gli incontri tra blogger.<br>Poi sono arrivate altre cose, si cambia, si invecchia, si hanno altri interessi.</p><p>Ok, adesso vai col mio Blogroll (in continuo aggiornamento):</p><p></p><ul><li><a href="http://www.mantellini.it/?ref=simonemartelli.ghost.monema.dev">Manteblog</a> (ebbene s&#xEC;), Massimo Mantellini</li><li><a href="https://quadernopratese.it/?ref=simonemartelli.ghost.monema.dev">Quaderno Pratese</a> </li><li><a href="http://www.paolonori.it/?ref=simonemartelli.ghost.monema.dev">Paolo Nori</a>, un signor blogger che poi &#xE8; anche un signor scrittore, anzi viceversa</li><li><a href="https://tiasmo.wordpress.com/?ref=simonemartelli.ghost.monema.dev">Tiasmo</a>, Enrica Tesio. Una presenza social perfetta, un&apos;ottima scrittrice</li><li><a href="http://www.tegamini.it/?ref=simonemartelli.ghost.monema.dev">Tegamini</a>, Francesca Crescentini, blogger, instagrammer, esempio che porto sempre quando devo spiegare che cos&apos;&#xE8; e cosa fa un content creator.</li><li><a href="https://andreapomella.com/?ref=simonemartelli.ghost.monema.dev">Stella d&apos;Occidente</a>, Andrea Pomella, blogger, scrittore e uomo bravo e bello, gi&#xE0; candidato allo Strega, mica bischerate.</li><li><a href="https://www.instagram.com/mauriziorosenzweig/?ref=simonemartelli.ghost.monema.dev">Maurizio Rosenzweig</a> [IG link] &#xE8; un grandissimo disegnatore di fumetti, lo trovare su Facebook e su Instagram, non so se ha un blog, se ce l&apos;ha non lo adopera, magari se l&apos;&#xE8; scordato.</li><li><a href="https://www.facebook.com/matteo.bussola.1">Matteo Bussola</a> [FB link] non ha il blog, per&#xF2; io ve lo metto qui sulla sua pagina Facebook aperta</li><li><a href="https://www.ilpost.it/?ref=simonemartelli.ghost.monema.dev">Il Post</a>, lo so, mi faccio quasi tenerezza, per&#xF2; ce lo metto.</li><li><a href="https://www.valigiablu.it/?ref=simonemartelli.ghost.monema.dev">Valigia Blu</a>, &quot;Blog collettivo - Viaggio nel mondo del giornalismo che cambia&quot; dicono di loro ma sono molto di pi&#xF9;, molto.</li><li><a href="https://pratosfera.com/?ref=simonemartelli.ghost.monema.dev">Pratosfera</a>, se facessero anche la cronaca, sarebbero l&apos;unico giornale serio da seguire per le notizie di Prato. Poi fanno molte cose in pi&#xF9;; da seguire con attenzione se vi interessate di libri, musica, arte, teatro, video, fotografia.</li></ul><h3 id="aiutami"><strong>Aiutami</strong></h3><p>C&apos;&#xE8; un link rotto? Vuoi che scopra un blog che non conosco e che secondo te merita di stare in questa lista? Scrivimi e se passi da Prato ti offro una birra.</p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[So far no good]]></title><description><![CDATA[Cammino su questo asfalto scuro, con le righe gialle nuove. Camminare con le Clarks è come camminare quasi scalzi e se cammini appoggiando il peso sul tallone ti fai male in pochissimo tempo. Devi camminare poggiando il passo sulla parte anteriore della pianta del piede, come faccio io. ]]></description><link>https://simonemartelli.ghost.monema.dev/so-far-no-good/</link><guid isPermaLink="false">65704f79d9570c0001a5e1fc</guid><category><![CDATA[autobiografia]]></category><category><![CDATA[racconti]]></category><dc:creator><![CDATA[Simone Martelli]]></dc:creator><pubDate>Tue, 02 Oct 2018 16:35:42 GMT</pubDate><media:content url="https://simonemartelli.ghost.monema.dev/content/images/2018/10/photo-1490983935680-96ee18b6555e.jpeg" medium="image"/><content:encoded><![CDATA[<img src="https://simonemartelli.ghost.monema.dev/content/images/2018/10/photo-1490983935680-96ee18b6555e.jpeg" alt="So far no good"><p>Cammino su questo asfalto scuro con le righe gialle nuove; camminare con le Clarks &#xE8; come camminare quasi scalzi e se cammini appoggiando il peso sul tallone ti fai male in pochissimo tempo. Devi camminare poggiando il passo sulla parte anteriore della pianta del piede, come faccio io.<br>Sembra quasi morbido quest&apos;asfalto scuro che si srotola davanti a me verso un bosco di castagni.<br>La foschia della notte resiste e incombe con grossi ammassi bianchi e lattiginosi, poi si dirada all&apos;improvviso, scoprendo alberi e cespugli ai bordi della strada da entrambe le parti.<br>L&apos;umido che sentivo addosso &#xE8; sparito qualche chilometro fa e un po&apos; di sudore mi cola dalla schiena e dalle ascelle sotto una delle tante camicie a quadri che possiedo, questa &#xE8; quella verde, gialla, marrone e bianca.<br>Tengo le mani nelle tasche davanti dei jeans e cammino un po&apos; in avanti, procedo per piccoli passi, in salita. Sono ubriaco da non mi ricordo quanto tempo. Forse era ieri sera, forse di pi&#xF9;. Uno ha il diritto di essere ubriaco di tanto in tanto, &#xE8; un diritto. </p><p>Io sono molto ubriaco.</p><p><br>Se non mi fermo subito, mi piscio addosso. Mi giro d&apos;improvviso alla mia destra e mentre con una mano mi appoggio ad un tronco con l&apos;altra mi sbottono i pantaloni, faccio appena in tempo.<br>Qui con la mano su un leccio o un castagno, per quanto ne so potrebbe essere una sequoia secolare, sento il calore dell&apos;albero e quell&apos;assoluta completa soddisfazione di uno che riesce a pisciare giusto in tempo, dopo che l&apos;ha trattenuta per troppo tempo. Ma che cosa sensazionale &#xE8;? Sensazionale, anzi no, fotonica.</p><p>Cosa vuole la gente? La gente vuole essere amata, ascoltata, servita, rassicurata, coccolata, blandita, considerata. E io che cosa voglio? Io voglio tutto.<br>Faccio un bel respiro mentre mi rimetto a camminare, adesso &#xE8; uno di quei momenti in cui non si deve cadere nella sbronza auto-commiserativa o in quella complottistica, che poi sono la stessa ma con sfumature leggermente differenti. Pesta su quei piedi, mi dico. Muoviti, vecchio catrame. E io mi muovo.</p><p>La gente vuole, la gente pretende. La gente prende e non d&#xE0;. La gente. &quot;La gente&quot; &#xE8; gi&#xE0; un modo di dire per prendere le distanze: non esiste la gente, esistono le persone e le persone siamo io e te e te e questo &#xE8; quello che mi fa male.<br>Ho il fiatone, svolto lentamente su per una curva in salita e mi trovo un cerbiatto immobile in mezzo alla strada. Mi guarda con quello sguardo stupido o stupito o probabilmente entrambe le cose insieme. Io lo guardo rincoglionito come sono: &#xE8; uno scambio di sguardi di un certo livello. Mi metto a ridere e lui mi guarda ancora un po&apos;, poi decide che non sono una gran compagnia e se ne va con due balzi dentro al bosco. Cerco di seguirlo con lo sguardo ma in poco tempo &#xE8; gi&#xE0; sparito.<br>Riprendo a camminare e dopo pochi passi sono sicuro di essermelo immaginato.</p><p>Le persone si fanno i cazzi loro, sono egoiste ma pi&#xF9; che egoiste sono disattente, superficiali, distratte da fantasmi di pensieri grandi e piccoli, a volte solo immaginari. E mentre penso tutto questo mi rendo conto di quanto stia pensando cose ovvie, stupide e rancorose. I pensieri di un ubriaco sono solo un caleidoscopio privo di senso. Sospiro.</p><p>Vorrei essere migliore. Mi fermo un secondo, piegando il busto un po&apos; a destra e alzando leggermente il piede sinistro, &#xA0;lascio andare una scoreggia imponente.</p><figure class="kg-card kg-image-card kg-card-hascaption"><img src="https://images.unsplash.com/photo-1490983935680-96ee18b6555e?ixlib=rb-0.3.5&amp;q=80&amp;fm=jpg&amp;crop=entropy&amp;cs=tinysrgb&amp;w=1080&amp;fit=max&amp;ixid=eyJhcHBfaWQiOjExNzczfQ&amp;s=53b84b4944d69a8209b73f33c129bfaa" class="kg-image" alt="So far no good" loading="lazy"><figcaption>Photo by <a href="https://unsplash.com/@markolsen?utm_source=ghost&amp;utm_medium=referral&amp;utm_campaign=api-credit">Mark Olsen</a> / <a href="https://unsplash.com/?utm_source=ghost&amp;utm_medium=referral&amp;utm_campaign=api-credit">Unsplash</a></figcaption></figure>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Il morto]]></title><description><![CDATA[Sento la spinta dell'acqua sotto il culo, giro le braccia con le mani verso il cielo, mi lascio trasportare dal mare.Dove sei adesso? Cosa stai facendo? Misuro la distanza in respiri, li rallento il più possibile.]]></description><link>https://simonemartelli.ghost.monema.dev/il-morto/</link><guid isPermaLink="false">65704f79d9570c0001a5e1fb</guid><category><![CDATA[autobiografia]]></category><dc:creator><![CDATA[Simone Martelli]]></dc:creator><pubDate>Fri, 07 Sep 2018 16:59:28 GMT</pubDate><media:content url="https://simonemartelli.ghost.monema.dev/content/images/2018/09/oceano.jpeg" medium="image"/><content:encoded><![CDATA[<img src="https://simonemartelli.ghost.monema.dev/content/images/2018/09/oceano.jpeg" alt="Il morto"><p>Sento la spinta dell&apos;acqua sotto il culo, giro le braccia con le mani verso il cielo, mi lascio trasportare dal mare.<br>Dove sei adesso? Cosa stai facendo? Misuro la distanza in respiri, li rallento il pi&#xF9; possibile. Riprendo a farmi domande senza alcun desiderio di arrivare da nessuna parte: cosa vuoi fare adesso? Dove vuoi andare?</p><p>Sono un pezzo di carne in mezzo al mare che mi ignora e si muove costantemente, vengo sospinto un po&apos; verso riva, un po&apos; verso il largo. </p><p>Non sono nulla, sto bene.<br><br>Dove sono i tuoi amici? Perch&#xE9; li hai abbandonati? Perch&#xE9; lasci sempre indietro tutti? <br>Sotto le palpebre chiuse vedo la luce del sole, ogni tanto il corpo registra variazioni di temperatura dell&apos;acqua, fredda, poi calda, poi di nuovo fredda.</p><p>Amo il suono dell&apos;acqua che sciaborda piano, indisturbata e imperturbabile, nel suo continuo muoversi senza sosta. Potrei anche addormentarmi, per risvegliarmi un istante dopo con l&apos;acqua che mi entra dal naso. Sorrido, e un po&apos; di acqua mi entra in bocca. Sorrido di pi&#xF9; ma resto rilassato quanto pi&#xF9; possibile, il culo per un attimo si fa pi&#xF9; pesante ed affonda: respiro piano e profondamente, quando espiro, il sedere torna su, allineandosi al resto del corpo.</p><p>Perch&#xE9; non ti prendi mai sul serio? Chi sei davvero tu? Cosa vuoi davvero?</p><p>Mi sento afferrare le caviglie e la voce di Verdun che mi dice, &quot;Babbo ti posso spingere a riva?&quot; Faccio cenno di s&#xEC;, sorridendo ad occhi chiusi mentre riguadagno lentamente la riva. </p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Aretha]]></title><description><![CDATA[<!--kg-card-begin: markdown--><p>Ti avevano dimenticata, non accadr&#xE0; pi&#xF9;.<img src="https://simonemartelli.ghost.monema.dev/content/images/2018/08/arethabluesbrothers.jpg" alt="arethabluesbrothers" loading="lazy"></p>
<!--kg-card-end: markdown-->]]></description><link>https://simonemartelli.ghost.monema.dev/aretha/</link><guid isPermaLink="false">65704f79d9570c0001a5e1fa</guid><dc:creator><![CDATA[Simone Martelli]]></dc:creator><pubDate>Thu, 16 Aug 2018 16:09:59 GMT</pubDate><media:content url="https://simonemartelli.ghost.monema.dev/content/images/2018/12/arethabluesbrothers.jpg" medium="image"/><content:encoded><![CDATA[<!--kg-card-begin: markdown--><img src="https://simonemartelli.ghost.monema.dev/content/images/2018/12/arethabluesbrothers.jpg" alt="Aretha"><p>Ti avevano dimenticata, non accadr&#xE0; pi&#xF9;.<img src="https://simonemartelli.ghost.monema.dev/content/images/2018/08/arethabluesbrothers.jpg" alt="Aretha" loading="lazy"></p>
<!--kg-card-end: markdown-->]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Sala d’attesa]]></title><description><![CDATA[Il numero che chiama le persone in attesa sembra non cambiare mai, tutti stanno in silenzio, i malati e gli accompagnatori. Molti stanno chini sul proprio telefono, qualcuno legge un libro [...]]]></description><link>https://simonemartelli.ghost.monema.dev/sala-d-attesa/</link><guid isPermaLink="false">65704f79d9570c0001a5e1f9</guid><dc:creator><![CDATA[Simone Martelli]]></dc:creator><pubDate>Tue, 14 Aug 2018 13:32:15 GMT</pubDate><content:encoded><![CDATA[<!--kg-card-begin: markdown--><p>Il numero che chiama le persone in attesa sembra non cambiare mai, tutti stanno in silenzio, i malati e gli accompagnatori.<br>
Molti stanno chini sul proprio telefono, qualcuno legge un libro. Pochi sonnecchiano o si guardano intorno. Hanno sguardi spaventati, mesti, annoiati, curiosi, sorridenti. Incrocio lo sguardo del mondo in una stanza quattro metri per sei.<br>
Vecchie finestre di legno a tre ante su tre pareti diverse, luce ovunque anche in una mattina lattuginosa di inizio primavera quando ancora fa freddo ma si respira un&apos;aria piena di profumo.<br>
Oggi per un po&#x2019; ha fatto capolino il sole e mi sono messo a guardare gli accompagnatori. C&#x2019;&#xE8; chi si alza in piedi e ciondola tra le sedie vuote, chi si spalma sulla sedia e chiude gli occhi, alcuni con lo smartphone in mano, chi &#xE8; teso e chi &#xE8; rilassato. Poi c&#x2019;&#xE8; chi all&apos;improvviso si mette a parlare ad alta voce al telefono e tutto il silenzio si spezza in un attimo, ciascuno sembra riscuotersi dal torpore. Scatta il numero successivo.</p>
<!--kg-card-end: markdown-->]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Polvere]]></title><description><![CDATA[Un appunto per un racconto, una situazione, una scusa per scrivere qualcosa sul blog dopo quattro mesi e dopo un anno di scarsissimo utilizzo.
Povero blog, povero me.]]></description><link>https://simonemartelli.ghost.monema.dev/polvere/</link><guid isPermaLink="false">65704f79d9570c0001a5e1f8</guid><category><![CDATA[racconti]]></category><category><![CDATA[scrivere]]></category><dc:creator><![CDATA[Simone Martelli]]></dc:creator><pubDate>Fri, 29 Jun 2018 17:19:32 GMT</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Una lama di luce entra dalla persiana chiusa e illumina una scrivania di legno marrone, polverosa, dove pile di libri sono stati appoggiati alla rinfusa, uno sopra l&#x2019;altro e senza alcun ordine particolare se non quello dello scorrere del tempo, un libro dopo l&#x2019;altro.<br>Una donna seduta sul bordo di un letto si accarezza il viso col dorso di una mano. Sorride alla stanza in penombra e parla sommessamente una lingua che conosce solo lei.<br>Il letto &#xE8; ormai ridotto solo alle zampe, a un materasso macchiato da infinite vite passate; c&#x2019;&#xE8; solo una coperta piccola e rossa aggrovigliata in un angolo.<br>Gli occhi della donna sono limpidi di un grigio chiaro che sembrano colorati dal ghiaccio, le labbra piene e il collo affusolato, i capelli ingrigiti sono raccolti sulla nuca in qualche modo.<br>Muove la testa lentamente avanti e indietro. In alcuni momenti il suono della sua voce, gi&#xE0; basso, sparisce e nella stanza scende un silenzio triste; la sua bocca continua a muoversi e i suoi occhi brillano felici mentre si accarezza col dorso della mano una guancia e annuisce al vuoto lentamente.<br>Il pavimento &#xE8; coperto di polvere e non ci sono tracce di passi.</p>]]></content:encoded></item></channel></rss>