Simone Martelli

Imbarco

Il ponte di legno si piega ora da una parte, ora dall’altra. Ho già il mal di mare a guardarlo. “Pensa di salire a bordo, giovanotto, o vuol restare su quella passerella sospesa ancora per molto tempo?” Mi guarda con sguardo serio ma ha due occhioni enormi sotto capelli

Io sono Graziano Pellé

Questi Europei 2016 di calcio si sono chiusi per l’Italia in uno dei modi più amari possibili, abbiamo perso ai rigori. E come se non bastasse l’errore dal dischetto, e qui infilo la sequenza Baggio, Baresi, Di Biagio che sono i primi che mi vengono in mente, stavolta

Riva

Il sole è ancora abbastanza basso sulla sinistra mentre cammino lungo la spiaggia verso sud. Il mare risuona appena, mentre si ritira aspettando un’altra onda, lieve e trasparente. Il riverbero della luce sulla sabbia sotto l’acqua, il colore bruno di quella a riva e quello beige di quella

cronache del dopo bomba 1 (cit.)

Metto ordine intorno a me sperando di mettere ordine tra i miei pensieri. Il disordine mi disturba solo quando è il mio, il disordine mentale mi blocca, mi fa girare a vuoto: faccio fatica per non arrivare da nessuna parte, faccio fatica senza fare nulla. Avere la casa pulita con

A mollo

Faccio il morto quasi sul fondo, braccia e gambe aperte come una polena d'uomo vitruviano con barba e capelli lunghi e fluttuanti. L’acqua è ferma, e tiepida, a volte però arriva una corrente freddissima, il mio corpo sussulta, rabbrividisco e provo piacere perché la corrente fredda come arriva, poi

Simone Martelli © 2026