Simone Martelli

La vertigine di una finestra aperta

Ci sono demoni che danzano sul mio letto mentre dormo e mi tirano i capelli per entrare nei miei sogni. Ci sono sussurri tra i miei pensieri che soffiano come spifferi gelati mentre respiro e vivo in un giorno qualsiasi. Avverto il fascino resistibile di una finestra aperta, spalancata sul

Clack

Il sole entrava dalla grande finestra della cucina in muratura e  il pavimento di legno lucidato profumava ancora dopo tanti anni. Lei aveva il suo angolo preferito, seduta in terra con la schiena appoggiata alla credenza, da lì dominava tutta la stanza e anche un pezzo di corridoio. Sorrideva. Quella

Un tardo pomeriggio di domenica ogni due

Passeggio per il centro tra la folla. Osservo i posti in cui sono stato e sovrappongo i ricordi a quello che vedo. Seduto fuori dal bar per l’aperitivo, oppure a camminare davanti al cinema, verso piazza del Comune, guardo le persone che incrocio, le guardo in faccia. Magari c’

La panchina

Io non mi siedo quasi mai su una panchina da solo, non l’ho mai fatto. O quasi mai. Una panchina è un posto fuori dal mondo, così familiare ai miei occhi, nella memoria visiva, nel mio mondo quotidiano eppure se mi siedo da solo su una panchina è come

c’è qualcosa che mi sfugge

c’è qualcosa che mi sfugge. c’è qualcosa che non trova la sua collocazione, mi agito come una massa di moscerini intorno ad una luce senza comprenderla. guardo passare la gente. la guardo passare come se non avessi da fare altro nella vita ma non la vedo, non vedo

Simone Martelli © 2026